Abiti da sposa low cost: il cambio prospettiva

Un abito da sposa a partire da pochi euro, sarà vero? Molti dicono di sì, che si può fare, ma è davvero tutto oro quello che luccica? Stiamo parlando di abiti da sposa low cost, venduti dalle grandi catene, come H&M. Questa è una delle tante ultime tendenze in fatto di bridal dress. Pare non ci siano vincoli di età e che ad accaparrarseli, per poche centinaia di euro – e spesso pure meno – siano le giovani Millennials e le donne over 30.

Insomma, quello che qualche anno fa sarebbe stato fuori da ogni logica, oggi, lo troviamo dentro i magazzini di colossi internazionali. Pioniere in questo settore è stato Asos, con il lancio della prima bridal collection nel lontano 2016. In successione domino sono arrivati anche H&M, Kiabi e i popolatissimi store online come Wish e Ali Express. Tuttavia, abbiate occhio! Quando selezionate online, siate prudenti e consapevoli che molto spesso il prodotto reale, che arriva a casa, non corrisponde a quello visto in foto. Diverse youtuber, che condividono le loro esperienze d’acquisto,  consigliano di non fermarsi alle prime immagini e che, spesso, abiti in pizzi pregiati e stoffe regali sono tutt’altro dal vivo.

Non solo casi sfortunati, ci sono anche molte spose che chiudono veri e propri affari acquistando il proprio abito da sposa presso grandi rivenditori come Zara. A questo punto, se meraviglia, incredulità o disapprovazione possono essere reazioni istantanee, subito dopo non tardano ad arrivare le domande. Perchè acquistare un abito da sposa a basso, bassissimo prezzo, talvolta a scapito della qualità, piuttosto che da atelier specializzati?

La risposta è che non si tratta solo di impossibilità economica ma di un radicale cambio di prospettiva.

Se da un lato ci sono coppie che amano festeggiamenti sfarzosi e prolungati lungo tutto il weekend, dall’altro, ci sono coppie che non intendono pagare cifre a 3 zeri (o più) per una sola giornata. Queste sono quelle coppie che abbracciano il concetto di semplicità intesa come sobrietà, sia nell’abito (che quindi costa meno e non arriva dagli atelier) sia nel ricevimento, festeggiato tra una cerchia ristretta di amici e parenti. Come a dire che amore e felicità, motivo principale della festa, non si pagano; amore e felicità ci sono a prescindere.

Questo tipo di approccio non è tipico solo di sposi over 30, che come dicono i dati Istat sono in costante crescita, bensì è diffuso anche tra le giovanissime millenials che desiderano stare al passo con la moda ma in modo economico. E, per questo, oltre al mini dress, tanto in voga negli ultimi periodi, si opta anche per un secondo e terzo cambio d’abito proprio perchè le cifre lo permettono!

Così, sempre più spesso, accade che i soldi risparmiati per il ricevimento e l’abito vengono investiti per il viaggio di nozze inteso come esperienza, dal valore assai più importante dei beni materiarli.

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Articolo di @Anna Andriano – Photo Credit @Wedding & Family Stories